Per un qualche motivo, strano ad individuarsi, forse per molti motivi, ci siamo persi. Una di quelle tragedie alla porta, di quei silenzi latenti, di quelle percosse violente e il conseguente nulla.
Ed è inutile cercarsi, sappiamo entrambi che forse il tempo può laddove non abbiamo potuto noi. Noi, dalle grandi promesse. Noi, dalle enormi parole. Noi, dalle fugaci passioni.
Ricordo serenità come sapore lontano.
Ora vivo solo una specie di apatia. Mi pervade angosciandomi. Dovrei confondermi con l’armonia della stanza, plasmarmi sulla perfetta imperfezione delle cose. Ma rimarrò qui a terra immobile a guardare senza osservare.
E’ solo male in polvere.
Questo fottuto tempo che corrode, tempus edax rerum. Perché si cambia, e non è semplice cambiare senza sgomitare, e non è semplice cambiare senza ferire. Passare da ciò che si crede niente a ciò che si crede tutto conseguendo i quindici minuti di Andy, è dolcemente pericoloso.
Si entra in mondi in cui la condivisione diventa eccezione, ci si sente forti, onnipotenti, indistruttibili, gentili servi di mondi corrotti. E non per questo migliori. Certamente falsi d’autore.
Non mentire su di te con te.
Io sono tradizionalista, forse più tradizionalista di quanto credessi. Ma ti voglio bene, e allora un giorno, magari mai, quando sarà passata la fase di auto esaltazione dell’io, saprai dove trovarmi.
Perché se di fallimento si deve parlare, abbiamo fallito in due.
Ma ogni tanto guardati. You forgot to answer.