c'è aria di dedica. è la fine quella più importante, vediamo almeno di cominciare. mi sono svegliata stamani con l'idea che esista un mondo sommerso. un mondo di gente l'una simile all'altra. che ha una vita normale con vesti normali. ho pensato che le comuni idee sono rivolte solo alla critica dei più e alla commiserazione dei meno. e nessuno si rende conto che c'è anche l'uguale. quello che la mattina si alza e va a faticare. e magari il suo non è un contratto precario e non è neanche un lavoro infame. è solo un lavoro. guadagna il giusto. o almeno quello che sembra giusto. non indossa prada, nè gucci ma al cinema se vuole ci va. ed a volte porta la famiglia a fare una buona cena di pesce. una tantum. ed ha una moglie o forse una compagna. e magari la ama ed ama i suoi figli. o forse ama solo i suoi figli e non la moglie, però non vuole tradirla. giammai, ad una certa età bisogna pensare ad altro. penso alla moglie. anche lei ha un lavoro e fatica parecchio, molte ore al giorno. e talvolta qualche sfizio se lo toglie. stravede per i figli, dicono che le donne siano fatte così. e quando torna a casa cucina. ma non si lamenta o forse un pò. la sua è una vita come tante. non è la migliore vita possibile ma è una vita. realizzazione massima è vedere i propri figli realizzati. e pagano le tasse perchè sono dipendenti. e magari non hanno la TT ma l'onestà si. di loro non si parla mai. forse sono loro i normali. con le loro vite giuste. o presunte tali. senza traumi infantili. senza troppi soldi. nè troppo pochi. la via di mezzo. grigi? forse. ma volevo dedicare loro uno spazio, io che non sono nessuno, perchè sono i più e nessuno li vede.