TEMPUS EDAX RERUM

Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai SEMPRE l'impressione di aver PERSO QUALCOSA, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle DI NON AVER VISSUTO TUTTO. C'e' quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato TROPPO IN FRETTA nei momenti in cui avresti dovuto fare ATTENZIONE.
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Utente: brokenmeredith
Osservo psicotiche figure ansiose ingannare il tempo censurando lussurriosi desideri di gioia. Qualcosa di molto goloso il gioire fine a se stesso. Sentirsi a posto. Chirurgicamente oltre la perfezione. Un esistere sensato. Pura finzione. Osservo il crimine dell'illusione creare teatrini urbani di marionette, appese a invisibili fili di speranze amare. Osservo. Implacabilmente osservo lo spettacolo della quotidianità bastarda che vuole sudditi umili e alienati. Puro campare per campare per molti. Anestezzarsi e sorridere.

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lyrics - invincible
venerdì, 25 maggio 2007

Galimberti dixit.

alcuni lo chiamano il maestro, altri il professore. me lo trovo in faccia in abito scuro come una conferenza richiede. prima fila. d'obbligo. sembra un nonnetto fragile. qualcuno gli passa il microfono ed inizia ad articolare un discorso apparentemente senza senso, sconfinando da platone ad hegel e proclamando la tecnica come la più alta forma di razionalità raggiunta dall'uomo. quando penso di non aver capito nulla, mi tocca una frase che debilita gli istinti: la democrazia funziona quando coloro che decidono hanno competenza sulle cose per le quali devono decidere. Lo sapevo già. Lo sapevo già. Lo sapevo già. Ma detto così, con questa franchezza, quasi rassegnazione. mai debole. sento. aria. mancante. continuo a ragionare sulle sue parole, su quell'indagine disfattista della realtà comandata dalla tecnica dove la verità è ciò che si ha la capacità di far accadere e dove si riduce drasticamente il concetto di responsabilità individuale. gli effetti delle mie azioni non sono più di mia competenza. faccio una cosa perchè qualcuno gerarchicamente mi ha chiesto di farla. se quella cosa produce effetti seppur devastanti, non mi riguardano. ho un mutuo da pagare. processo irreversibile secondo il nonnetto. fragile? irreversibile. così siamo destinati all'autoeliminazione. e magari non è niente di nuovo. eppure, ogni tanto penso a cosa e dove saremmo se non ci fosse stata la tecnica. questa tecnologia così bombardante, ridondante, estrema, logorante, forti perchè c'è. deboli. perchè c'è. ha permesso a noi (nn trovo modi costruttivi per definire l'essere umano) di posticipare l'ora della morte, di migliorare lo stile di vita, di raggiungere mete impensate, di respirare aria che mai sarebbe stata conosciuta. è normale pagarne il conto. si paga sempre. il conto. rimanere esseri preistorici ci avrebbe forse resi migliori? io non credo. non per niente anche i dinosauri si sono estinti.

postato da: brokenmeredith alle ore 20:18 | link | commenti (2)
categorie: filosofia, filosofeggiando, dinosauri, galimberti