ti ho urlato addosso e non hai ascoltato. hai ritenuto che le mie parole potessero essere messe da parte, in quel momento. hai creduto fosse giusto così. credi di sapere cosa senta ora. in questo momento. e in quello ancora dopo. e anche in quello che c'era prima. credi di conoscere il mio io, erroneamente. io non sono altro che il 10% dei pensieri che mi dedichi. a volte anche di meno. sono quello che non vuoi ascoltare. che vuoi imparare ad omettere. quello che un si non te lo regala, ma nel momento giusto te lo dona. e sono ora in guerra per cercare di essere. una guerra che gioco sempre con armi giocattolo e senza colpire alle spalle. una guerra che tu non conosci. ed io ho sempre meno voglia di raccontare. renderti partecipe di quello che ieri avrei condiviso con te.solo con te. da quanto tempo non vedi lacrime? eppure ho passato giorni a raccoglierle.
ad oggi la mia vita ruota intorno al mio cuore. e basta.
Piove. Fuori, dentro. Piove.
Non è un uragano, non tuona, nessun fulmine. Solo pioggia ininterrotta, con lo stesso ritmo. Mai diverso, mai più forte, mai meno. Sempre e solo lo stesso ritmo.
Piove. e non vorrei ci fosse il sole. Fuori. Il cielo è avvolgente ed una coperta forse può celare un brivido. Dentro.
Vorrei solo resettare la mia vita. Mandare in pensione questa, di anzianità e non di vecchiaia, e cominciare un nuovo corso, con la stessa consapevolezza di oggie gli strumenti di ieri. Hai tempo, hai tempo. Non faccio altro che suggerirmelo, ma il tempo si è bruciato tra le mie manie e le mie incertezze.
Ed oggi taccio. taccio a me stessa la verità del fallimento irreversibile. perchè dietro non si torna, non posso permetterlo. deludere gli altri mortifica il proprio io più di quanto possa mai farlo deludere se stessi.
La mia vita così incomprensibile a chi non la vive, a chi non prova ad entrarci almeno un pò, da qualsiasi angolazione. Incomprensibile. Strana. Diversa. Ed a lungo andare, è inevitabile che ti ci senta incomprensibile. Strana. Diversa.
You'll say
Don't fear your dreams
It's easier than it seems
You'll say you'd never
Let me fall from hopes so high
But never is a promise
And you can't afford to lie
You'll never live
The life that I live
I'll never live the life
That wakes me in the night
You'll never hear
The message I give
Youy'll say it looks as though
I might give up this fight
You'll say you understand
But you don't understand
You'll say you'd never
Give up seeing eye to eye
But never is a promise
And you can't afford to lie
E Prevert e Fiona urlano nelle mie orecchie. Ed in fondo mi tengono compagnia. Non è commiserazione, bensì consapevolezza. Di un mondo che corre ad una velocità diversa dalla mia. Dimensioni capovolte. E si moltiplicano i momenti di disagio, piuttosto che quelli di soddisfazione di non amare scamarcio e la sua generazione. Chiedo scusa a me stessa se preferisco Erri De Luca. Chiedo scusa a me stessa. E a voi, che non capite e non capirete.
Le mie lacrime notturne aggiungono scuse silenti.
Non è scegliere.
Si può scegliere quello che si vuol far credere di essere ma non quello che si è. Ed io non ho scelto nulla, se non di respirare nella mia dimensione.
Ciò che addolora, perseguita ed annienta è sentirsi soli. Soli nella propria dimensione. Sono pochi quelli che vogliono vederla, pochissimi quelli che possono raggiungerla ed ancora meno chi vuole viverla dopo averla vista.
Spero solo che nessuno si senta in colpa. Basto io per tutti.
Mi perseguita l'idea di non essere capace a fare nulla nella vita. Leggo solo confusione intorno a me. Vorrei avere meno pensieri ed essere invasa di concretezza. Vorrei che il mio cervello mi lasciasse in pace.
Vorrei, vorrei, vorrei. Condizionale minimo comune denominatore dei miei discorsi.
Libri sparsi sulla scrivania parlano di diritto, di costituzioni, di leggi. Non voglio ascoltare. Non ho interesse ad ascoltare. Mi chiedo se mi piaccia ciò che sto facendo, ho paura di rispondere ma conosco la risposta. Fottuta domanda retorica.
Non posso e non voglio buttare alle ortiche anni di fatiche ma sono incapace di far finta di nulla quando non mi sento.
Ed ora non mi sento.
Sono sempre in bilico, in costante under construction, il mondo va avanti ed io cerco solo piazzole di sosta. Cervello confuso. Mani in faccia. Vorrei.Solo.Essere.Meno.Agitata.
Eppure quando ho cominciato ero entusiasta, ho scelto questo cammino perchè ho sempre creduto fermamente nell'utopico concetto di giustizia. Nelle sue svariate accezioni. Ho sempre creduto che fosse necessario conoscere ciò che ci governa, ciò che ci controlla, ciò che ci salva e ci condanna.
Ma oggi sono qui senza un fottuto stimolo. Davanti a libri che non mi appartengono.
Ed è la mia vita. ed ero entusiasta di ricominciarla.
e mi viene da piangere perchè parlarne non serve, lamentarsi ha un'utlità anche minore. dovrei solo alzarmi ed impormi di proseguire senza pensare, spegnendo il cervello.stand by.perenne. dovrei.devo.
fanculo. a me.