Esco sotto una pioggia che non sento più amica. Da quando, bè da quell’aereo. Forse da prima, comunque da un po’. un ombrello bianco come guardia del corpo. Mi nascondo, diventa un tutt’uno con la mia testa e mi avvolge. Respiro e non scorgo nulla di diverso se non una fottuta giornata piovosa. Attendo. Alzo lo sguardo. E ti scorderai di me quando piove, e i profili e le case ricordano te. Tiziano, si lui, quello che ieri era un moccioso oggi diventa un eroe. Per me. Note stonate. Note. Siamo figli di mondi diversi, una sola memoria. Non evoca amore, non più di quello già esistente nelle mie vene. Ma mi fa stare bene. Lì. In quel momento. Sotto la pioggia. Note provenienti da qualche luogo lontano. Mi regalano serenità. E manuel & co. potrebbero rabbrividire al sol pensiero. Così io. Ma oggi è il giorno di tiziano e della pioggia che non fa più paura. E voglio amore tutte le attenzioni che sai dare e voglio indifferenza se mai mi vorrai ferire. Difficile ricominciare a vivere quando c’è più voglia di quella che avevi precedentemente. Difficile non riflettere su quanto potremmo perdere. Avere fretta per sapere che ci sarai, e non volere che il tempo voli. Perché mi hanno dotato di mente pensante, a volte noiosa, a volte nostalgica, a volte fragile, a volte terrorizzata dall'idea di vivere pur non volendo fare altro. Cosa può significare sentirsi piccolo. Sentirsi impotenti. odiare ed avere paura di ciò che non si può controllare. Cercare certezze quando l’unica è la più temibile. Io vorrei soltanto che la notte velocemente andasse. È atrocemente difficile diventare altri quando si è se stessi. Ma. A volte. Vorrei. Solo. Essere. Incosciente. e ascoltare tiziano ferro sotto la pioggia forse mi ha reso tale.
Ho fatto i miei conti e ho scoperto che non possiedo di più..
e poi ti svegli una mattina e non è la solita mattina. ti addormenti con l'idea di voler chiudere il blog. manca l'ispirazione, manca la condivisione, manca. e la mattina continua a mancare. eppure sai che se anche fosse presente probabilmente non sarebbe più aggregativo, ma solo un collage di foto vecchie, nostalgiche. eppure è una condanna sapere pur non dovendo sapere. ricordare e sentirsi soli. aver perso per non essere stati abbastanza bravi. ed ancora brividi nel ricordare. no, non è la solita mattina. quel pensiero costante ma sempre latente, ora richiama attenzione. urla e non abbandona mai, neppure un istante. e neanche ci provi ad annullarlo, sforzo inutile. rimanere al buio facendosi cullare dalle note di un gentile einaudi sembra l'unico desiderio concretizzabile. e te la prendi con la vita, vecchia puttana, tanto per sentirti coscientemente realizzata. ma sai, in fondo sai, che gli errori nascono, vivono e muoiono in te. no, non è la solita mattina. la distanza inizia ad essere incolmabile, ciò che sembrava una semplice battuta d'arresto sta diventando una crepa di incomprensioni. sai dove inizia ma non dove finisce.
mi sono svegliata stamattina con l'idea che questo blog lo manterrò per me. e per te. forse.
'cause i want it now
i want it now
give me your heart and your soul
and i'm breaking down
i'm breaking out
last chance to lose control
and want you now
i want you now
i'll feel my heart implode
and i'm breaking out
escaping now
feeling my faith erode..
Per un qualche motivo, strano ad individuarsi, forse per molti motivi, ci siamo persi. Una di quelle tragedie alla porta, di quei silenzi latenti, di quelle percosse violente e il conseguente nulla.
Ed è inutile cercarsi, sappiamo entrambi che forse il tempo può laddove non abbiamo potuto noi. Noi, dalle grandi promesse. Noi, dalle enormi parole. Noi, dalle fugaci passioni.
Ricordo serenità come sapore lontano.
Ora vivo solo una specie di apatia. Mi pervade angosciandomi. Dovrei confondermi con l’armonia della stanza, plasmarmi sulla perfetta imperfezione delle cose. Ma rimarrò qui a terra immobile a guardare senza osservare.
E’ solo male in polvere.
Questo fottuto tempo che corrode, tempus edax rerum. Perché si cambia, e non è semplice cambiare senza sgomitare, e non è semplice cambiare senza ferire. Passare da ciò che si crede niente a ciò che si crede tutto conseguendo i quindici minuti di Andy, è dolcemente pericoloso.
Si entra in mondi in cui la condivisione diventa eccezione, ci si sente forti, onnipotenti, indistruttibili, gentili servi di mondi corrotti. E non per questo migliori. Certamente falsi d’autore.
Non mentire su di te con te.
Io sono tradizionalista, forse più tradizionalista di quanto credessi. Ma ti voglio bene, e allora un giorno, magari mai, quando sarà passata la fase di auto esaltazione dell’io, saprai dove trovarmi.
Perché se di fallimento si deve parlare, abbiamo fallito in due.
Ma ogni tanto guardati. You forgot to answer.
Non è soggetto al tempo, non è soggetto allo spazio. Per quanto possano confonderci. Sempre. Saremo io e te.
Io ti perdono se mi prometti che ci sarai.
Guardami negli occhi.
Perchè mi sembra di conoscerti da sempre. Perchè so che ti conoscerò per sempre.