così ci tagliano le ali. è solo l'aria nei polmoni che ci spinge a proseguire. forse è ossigeno, forse è vita ma incomprensibile. scusa. scusa. scusa. scusa. non si può capire. no non si può comprendere quanto ci si senta debitori di serenità. si usano parole improprie che la superficialità rende banali, ma sono lame affilatissime. sono tagli profondi. sono ferite non cicatrizzabili. responsabile delle conseguenze allargate del mio agire. uomo prometeico. qual è l'utile dell'utile? mondo sommerso dalla parabola dei ciechi. brugel. manca il coraggio di esistere e di far esistere, il coraggio di vedere ciò che potenzialmente potrebbe essere, il mondo che non c'è oggi ma che aspetta me per esistere domani. e così ci stanno tagliando le ali, ma io quel coraggio lo voglio trovare. ad ogni taglio corrisponderà la mia ricostruzione, ogni giorno. ricostruirò le mie. le tue. le nostre. ali. sempre in salita, mai così insormontabile, ma con la tua mano, mai così stretta.
La stanza che non vivrò mai,
il petto che profuma di chiuso.
Continua, implacabile, il dolore di te.
Della vita imbrigliata in congetture giuste.
Chissà per chi.
Piove. Fuori, dentro. Piove.
Non è un uragano, non tuona, nessun fulmine. Solo pioggia ininterrotta, con lo stesso ritmo. Mai diverso, mai più forte, mai meno. Sempre e solo lo stesso ritmo.
Piove. e non vorrei ci fosse il sole. Fuori. Il cielo è avvolgente ed una coperta forse può celare un brivido. Dentro.
Vorrei solo resettare la mia vita. Mandare in pensione questa, di anzianità e non di vecchiaia, e cominciare un nuovo corso, con la stessa consapevolezza di oggie gli strumenti di ieri. Hai tempo, hai tempo. Non faccio altro che suggerirmelo, ma il tempo si è bruciato tra le mie manie e le mie incertezze.
Ed oggi taccio. taccio a me stessa la verità del fallimento irreversibile. perchè dietro non si torna, non posso permetterlo. deludere gli altri mortifica il proprio io più di quanto possa mai farlo deludere se stessi.
La mia vita così incomprensibile a chi non la vive, a chi non prova ad entrarci almeno un pò, da qualsiasi angolazione. Incomprensibile. Strana. Diversa. Ed a lungo andare, è inevitabile che ti ci senta incomprensibile. Strana. Diversa.
You'll say
Don't fear your dreams
It's easier than it seems
You'll say you'd never
Let me fall from hopes so high
But never is a promise
And you can't afford to lie
You'll never live
The life that I live
I'll never live the life
That wakes me in the night
You'll never hear
The message I give
Youy'll say it looks as though
I might give up this fight
You'll say you understand
But you don't understand
You'll say you'd never
Give up seeing eye to eye
But never is a promise
And you can't afford to lie
E Prevert e Fiona urlano nelle mie orecchie. Ed in fondo mi tengono compagnia. Non è commiserazione, bensì consapevolezza. Di un mondo che corre ad una velocità diversa dalla mia. Dimensioni capovolte. E si moltiplicano i momenti di disagio, piuttosto che quelli di soddisfazione di non amare scamarcio e la sua generazione. Chiedo scusa a me stessa se preferisco Erri De Luca. Chiedo scusa a me stessa. E a voi, che non capite e non capirete.
Le mie lacrime notturne aggiungono scuse silenti.
Non è scegliere.
Si può scegliere quello che si vuol far credere di essere ma non quello che si è. Ed io non ho scelto nulla, se non di respirare nella mia dimensione.
Ciò che addolora, perseguita ed annienta è sentirsi soli. Soli nella propria dimensione. Sono pochi quelli che vogliono vederla, pochissimi quelli che possono raggiungerla ed ancora meno chi vuole viverla dopo averla vista.
Spero solo che nessuno si senta in colpa. Basto io per tutti.
E' una di quelle serate in cui necessito del tuo abbraccio, magari davanti ad un camino che riscalda e una scatola piena di ricordi.
Ricordi. Non miei e tuoi. Noi, possiamo ancora godere dell'oggi senza dover necessariamente scomodare il passato. Piuttosto, ricordi di tempo appena passato, non ancora remoto, ma comunque da riporre negli spazi angusti di una scatola.
Entusiasmi bruciati, entusiasmi vissuti, vita che sfugge. vita. vissuta?
Delicatamente ripongo oggetti che nascondono pensieri. Un sorriso mi accompagna. Vorrei. Solo. Sentirmi.
Assaggio acqua salata sul mio volto. Vorrei. Solo. Sentirmi. Viva.
E non lo so perchè sono così, e forse non lo saprò mai. E a volte mi stanco anche di chiedermelo. Ma non sono altro che questo. E per tanti non sarò altro che un fenomeno evitabile. Sarò aria. O forse ossigeno. Ma sarò sempre e comunque io. Non altro.
Io. Eccezione. Eccezione necessaria.
Angoscia insostenibile.
Qualsiasi suono, parola, colore ha il sapore di un ricordo lontano.
Ragioni ma non ti senti più, è respiro mozzato, è idea di sprofondare. Ma dove? Non lo sai, solo un attimo prima eri ed ora annaspi faticosamente cercandoti.
Parte tutto da dentro, tremi, ti sforzi di non pensarci ed è l'unico pensiero che ti accompagna. E mentre il cuore esplode nelle tempie, continui ad urlarti serenità.
Ma è come se ti guardassi dal di fuori, in te c'è solo paura ed a creazione di un circolo vizioso diventa paura di avere paura.
Piangi perchè sei impotente, perchè è un'angoscia progressiva, quando sembra essersi sedata torna con maggiore vigore. Bestia feroce. E' una lotta spietata tra te e la vita, la tua che però non ti appartiene; come se la stessi dando in comodato d'uso agli incubi, te la restituiranno ma non dello stesso colore di prima. Non sei più la stessa.
E ti chiedi quanto sia distante la follia, quanto debba appartenerti il dolore per capire che la vita non è uno scherzo.
Forse bisogna solo sorridere di più, scaricarsi di più, viversi di più, gioire di più.
E' attivarsi, è conoscere, è vivere, vivere, vivere, senza paura ma con forza e serenità. Incredibile.
Per qualche motivo ho deciso di cambiare, di rivivere il mio blog in una nuova dimensione.
questo è il vecchio indirizzo: http://troppotardi.blogspot.com
rimango io inevitabilmente, rimangono i miei pensieri e la mia vita. cambia solo il luogo dove quella vita, quei pensieri e quella me si raccontano.
under construction.